Il Toro è pronto a caricare

Uno sguardo, un’occhiata tra campo e tribuna, la tromba suona per tre volte e il capitano si rimbocca le maniche, è il segnale: quindici minuti di lucidissima foga, passione e calcio favoloso, degli avversari, sul rettangolo verde, non resta nulla.

E’ il Quarto d’ora Granata, è leggenda nella leggenda.

In campo c’è il Grande Torino, la più grande squadra italiana di sempre, cinque scudetti consecutivi e dieci undicesimi prestati alla Nazionale, una squadra così non la vedremo mai più.
In tribuna, tra gli altri, c’è Oreste Bolmida, ferroviere, capello tirato all’indietro e l’immancabile tromba stretta nella mano destra. Oreste Bolmida

C’è un momento della partita, si dice quando il Toro ha già addomesticato gli avversari ma non è vero, non si rende il giusto omaggio alla leggenda, dicevamo, c’è un momento della partita in cui la tromba suona per tre volte, la gente sugli spalti ed anche i giocatori in campo non aspettano altro, i giocatori del Grande Torino ovviamente, perché per gli avversari per i prossimi quindici minuti non c’è niente da fare.
Valentino MazzolaIl capitano, Valentino Mazzola, si rimbocca le maniche, il suo carisma e la sua eleganza, anche in un così banale gesto, lasciano di stucco, ha un repertorio vastissimo, il più forte giocatore di quel periodo, eppure niente emoziona come vedergli suonare la carica.
I compagni percepiscono il segnale, per quindici interminabili minuti, per gli avversari, caricheranno come un Toro a cui viene sventolato un drappo rosso sotto il naso.
La simbiosi tra giocatori e pubblico è totale.
Tre, quattro, addirittura sei goal, in qui quindici minuti di passione e poesia non c’è limite a nulla. Il pubblico è letteralmente in delirio, è “Il sabato del villaggio” Leopardiano in versione granata: si vive per quel fantastico quarto d’ora.

L’unico Granata ad annoiarsi durante la carica è, forse, il Baciga, Valerio Bacigalupo, portiere che, per quei quindici minuti, non vede anima viva attorno alla sua area: sono tutti in avanti, o indietro, se parliamo degli avversari. Di quei momenti di tranquillità crediamo se ne farà presto una ragione. Baciga

“Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede.”

Il Quarto d’ora Granata si infranse sulla collina di Superga il 4 maggio 1949 insieme al Grande Torino.

Una squadra così non la vedremo più.

Grande Torino 1948-49

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