God save the Best – II parte

Jesus saves, but Best scores on a rebound – I parte

Siamo al punto più alto della carriera di Best, al punto da dove cadere fa più male.

Georgie è un competitivo, se non lo fosse stato non sarebbe mai esistito il suo mito. E’ competitivo in cambo, dove da tutto, ma è competitivo anche fuori dal campo, nei pub.
George Best, Manchester Utd 19.9.69 Daily Mail
“Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più.”

Best birraBest inizia a cadere. Non tanto in campo dove il talento continua a sorreggerlo e dove i numeri sono dalla sua parte, nel biennio successivo alla vittoria in Coppa dei Campioni mette insieme 45 reti e la gente continua ad impazzire per lui. E’ sempre più una rockstar. Le copertine delle riviste sono tutte sue, prestano attenzione al suo taglio di capelli, a come si veste. Non dev’essere facile essere George Best, nonostante l’immenso talento, le donne bellissime e le fuoriserie da guidare.
Le ore trascorse nei pub diventano inversamente proporzionali alle ore di sonno.

Il campo continua a dargli ragione, vince la classifica marcatori nel 1970/71, si ripete l’anno successivo aggiungendo un buon numero di assist. Lo United è però scivolato in classifica, le vette degli anni precedenti sono lontane per i Diavoli Rossi.
I primi scricchiolii: Best non è sul treno che porta i suoi compagni a Londra per la partita contro il Chelsea. A quella partita preferisce un incontro amoroso con una delle sue innumerevoli conquiste.
Non pago Georgie si ripete saltando un intera settimana di allenamenti, motivo dell’assenza una vacanza con Miss Gran Bretagna.
“Non ci siamo George, non ci siamo…”
Best macchina
“I spent a lot of money on booze, birds and fast cars. The rest I just squandered.”

BestLa sua esperienza allo United è agli sgoccioli, mattatore fino all’ultimo in campo ha continuato ad incantare, i suoi eccessi però lo allontanano dal club che lascia a soli 28 anni. Inizia un peregrinare in giro per il mondo, Stati Uniti, Australia, Scozia, Irlanda. Il vero Best, il più forte giocatore ad aver mai messo piede su un campo da calcio, lo vedremo solo a sprazzi.
Negli States gli vedono segnare uno dei suoi goal più belli, scarta e riscarta portiere ed avversari dentro l’aerea prima di segnare. “George is back”, ma solo per un attimo.

Il numero 7 a cui è legata la sua carriera è stato l’incubo dei difensori costretti a marcarlo. Raramente riuscivano a vederlo in faccia, molto più facile vedere quel 7 allontanarsi con la palla tra i piedi ed involarsi verso la porta.
Best 7
“Avevo una villa a due passi dal mare, ma in tanti anni non lo vidi mai. Il motivo? Perché tra casa mia e la spiaggia c’era un pub.”

Non nascondiamoci più Georgie, ormai il problema non si può più sorvolare, allo United hai dato spettacolo fino all’ultimo, anche se la sera facevi il giro della città per chiudere i pub. Il talento non si discute, ma le notti sempre più lunghe stanno iniziando a presentare il conto.

Quel cameriere nordirlandese ci aveva visto giusto George quando ti chiese “Quand’è che le cose hanno iniziato ad andarti male?” mentre ti versava champagne nella tua camera d’albergo e tu te ne stavi a letto con Mary Stavin a contare i verdoni vinti al casinò.
“Quand’è che le cose hanno iniziato ad andarti male, eh George?”

Quando ha svestito la maglia rossa dello United verrebbe da dire.
Se prima i problemi di Georgie non sono mai scesi in campo con lui adesso lo accompagnano in ogni istante della sua vita. Sconta 12 settimane di carcere ed il perché lo spiega così: “È stato l’alcool che nel 1984 mi ha portato alla prigione di Pentonville per guida in stato d’ebrezza, reato che sicuramente non mi avrebbe fatto finire in gattabuia se poi non avessi preso a testate un poliziotto”.

La caduta è inarrestabile.

La salute presenta presto il conto, ed è un conto salato. Le sue condizioni precipitano con il nuovo millennio e nel 2002 si rende necessario un trapianto di fegato.

“L’alcool era l’unico avversario che non ero riuscito a battere.”

L’operazione non allontana Best dalle vecchie abitudini, viene visto diverse volte nei pub a bere e nel 2004 gli viene ritirata la patente per guida in stato di ebrezza.

“Quand’è che le cose hanno iniziato ad andarti male, eh George?”

Nell’autunno 2005 entra al Cromwell Hospital per non uscirne più, il 25 novembre la sua stella si spegne, senza però smettere di brillare.
God, Dio, ha salvato la Regina, ma con Georgie non ce l’ha fatta.
In migliaia accompagnano Georgie nel suo ultimo viaggio, fino al cimitero di Roselawn dove riposa accanto a mamma Annie, vinta anche lei dall’alcool, papà Dickie li raggiunge tre anni dopo.
Se vi capita di passeggiare per Belfast, o anche per Manchester, troverete molti murales che ricordano il più forte giocatore ad aver mai messo piede su un campo da calcio.
Best murales
Pochi giorni prima della morte il volto segnato, sofferente e malato di Best è sulla prima pagina del News of the World, “Don’t die like me” recita il titolo, “non morite come me”.
Pare ci sia George dietro quel titolo. Forse.

Perchè George Best, il più forte giocatore ad aver mai messo piede su un campo da calcio, il “Quinto Beatles”, probabilmente, ci avrebbe detto:
“Ho vissuto l’equivalente di dieci vite delle vostre, ed ora eccomi qua. Ne è valsa la pena?!”

“Maradona good,
Pelé better,
George Best!”

“Si, forse si, ne è valsa la pena George…”

“Jesus saves, but Best scores on a rebound.”

Best 2

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