Goal Machine

A prima vista non sembra neanche un calciatore, non è particolarmente alto, diciamo nemmeno slanciato, non appare particolarmente agile. Il 7 luglio 1974 con la punta del piede tocca all’interno dell’area di rigore un pallone che molto, molto lentamente si infila alle spalle del portiere. E’ la finale dei Mondiali, da una parte c’è l’Olanda del calcio totale e dall’altra la Germania Ovest. Quel goal decide la partita, 2 a 1 per i tedeschi, e a segnarlo è Gerhard Muller, per tutti Gerd.

Ha demolito la sua immagine un po’ tozza con i numeri: quello del 7 luglio ’74 è solo l’ultimo dei tanti goal, certo, il più importante, ma uno dei tanti, con la maglia della nazionale ha segnato 68 volte, in 62 partite. Non male. Chejkovski

Quando il Bayern Monaco lo ingaggia dal Nordlingen, squadra della sua città natale, ha già più reti che presenze all’attivo, ma non basta a superare l’iniziale diffidenza del mister, lo slavo Chajkovski. “Un calciatore?! Questo qui?!” “Mister, io un occhiata glie la darei.”
Passano una decina di partite prima che il mister metta in campo Muller, nell’autunno del ’64 non ci sono attaccanti da schierare. “Gerhard tocca a te.” sospira il mister. “Sono pronto!” Due goal. Si, era pronto il ragazzo.

Il Bayern Monaco annaspa nella seconda divisione tedesca, ma nella stagione 1964/65 grazie alle reti di Muller, che non perde il vizio di collezionare più goal che presenze, a Sepp Maier e ad un certo Franz Beckenbauer riesce a conquistare la promozione in Bundesliga.
Bonn, Landesvertretung Bayern, Fußballmanschaft L’avventura nella massima serie non traumatizza Gerhard e la squadra, Muller segna 15 reti e il Bayern si qualifica al terzo posto. Ciliegina sulla torta è la vittoria nella coppa nazionale che da la possibilità di disputare la stagione seguente la Coppa delle Coppe. Stagione seguente che si conclude al sesto posto nonostante i 28 sigilli di Muller. Arriva però un altra coppa nazionale, la terza nella storia del club dove Gerd segna 7 volte in quattro incontri, e soprattutto la vittoria in Coppa delle Coppe, in finale i Rangers di Glasgow vengono battuti 1 a 0 grazie ad un goal Franz Roth. Per Muller i centri sono 8 su nove partite. “Che succede Gerd?!”

La stagione successiva porta un quinto posto, una semifinale di Coppa delle Coppe e la solita sfilza di reti, 19 in campionato, 4 in Coppa di Germania e 7 nella competizione europea.
I suoi goal raramente sono dei capolavori di tecnica, più facile siano dei capolavori di opportunismo, rapidità. Spesso nell’arco dei 90 minuti non si vede molto, partecipa poco al gioco, ma appena si presenta l’occasione è mortifero.

La stagione 1968/69 porta i bavaresi sul tetto di Germania, Bundesliga in bacheca e per Gerd 30 goal in altrettante partite. Un’altra coppa nazionale fa da contorno, insieme a 7 goal in cinque apparizioni.
Ed il meglio deve ancora venire.

Le stagioni scorrono scandite dai goal di Gerhard, due secondi posti consecutivi, ed è sempre il miglior marcatore della squadra. In campionato, nella coppa nazionale, nelle competizioni Europee. Nel campionato 1971/72 segna 40 reti ed il Bayen si aggiudica nuovamente lo scudetto. L’anno seguente è il capocannoniere anche della Coppa dei Campioni, segna il doppio di tutti gli altri, 12 reti in sei partite, ma la corsa dei tedeschi termina ai quarti di finale contro l’Ajax di Cruijff che si laureerà campione.

“Tranquillo Gerd, arriveranno anche i trionfi che contano, oh se arriveranno…” Gerd Muller 1970

Ai Mondiali messicani del 1970 vince il titolo di capocannoniere con 10 reti, ma la corsa dei panzer tedeschi si ferma in semifinale. Italia – Germania 4 a 3, ne avete sentito parlare vero? Ed in quella che da molti viene considerata la più bella partita della storia del calcio volete che Gerd non metta la sua firma? Ne mette due per la precisione, ma Rivera porta gli azzurri in finale. Per la Germania c’è il gradino più basso del podio.

Muller invece sale sul gradino più alto: nel 1970 gli viene assegnato il Pallone d’Oro, massimo riconoscimento per un calciatore.

Due anni dopo, in occasione degli Europei in Belgio sigla una doppietta, dopo quella in semifinale, nel 3 a 0 contro i sovietici e alza la Coppa al cielo. Fussball Europameisterschaft 1972

Dei Mondiali casalinghi abbiamo già accennato, dopo la sconfitta nel girone contro la Germani Est Muller e compagni si guardano in faccia, al Olympiastadion di Monaco di Baviera la coppa devono essere loro ad alzarla.
E così è.
L’inizio della finale è traumatico: toccano palla solo gli Orange, battono il calcio d’inizio, fraseggio difensivo, giro palla lento, azione corale e poi improvvisa accelerazione, entrano in area, fallo, rigore.
Neeskens trtasforma, 1 a 0.
La Germania è un osso duro e nonostante il colpo a freddo rimane in partita e prima della mezz’ora ottiene il pari, altro rigore, Paul Breitner dal dischetto non sbaglia, 1 a 1. Gerd fino a questo momento ha realizzato solo 3 reti nella competizione, è sotto i suoi abituali standard e deve trovare un modo per lasciare il segno su questo Mondiale. Il segno è dei suoi: con la punta del piede tocca all’interno dell’area di rigore un pallone che molto, molto lentamente si infila alle spalle del portiere. 2 a 1 e Coppa del Mondo alzata al cielo. E’ la sua ultima apparizione con la maglia della nazionale, non c’è che dire: “Bravo Gerhard!” Gerd Muller 1974 Gerd Muller Coppa Campioni 1974

Un paio di mesi prima di quel pallone toccato con la punta del piede che decide la finale Gerd ed il Bayern Monaco sono sul gradino più alto d’Europa. E’ la prima Coppa dei Campioni nella storia dei bavaresi. 10 reti nella competizione, ovviamente capocannoniere, due nella ripetizione della finale, la prima era terminata 1 a 1 dopo i supplementari, contro l’Atletico Madrid. Il finale è 4 a 0. E’ una stagione fantastica per il Bayern, campioni d’Europa e Bundsliga in bacheca grazie soprattutto ai 30 sigilli di Muller.

La stagione seguente nella Bundesliga il Bayern langue a metà classifica, e nonostante la costante dei goal di Gerhard, 23, chiude decimo. E’ l’Europa ancora una volta il palcoscenico dei bavaresi e del bomber, un altro titolo di capocannoniere della Coppa dei Campioni da mettere in archivio, 5 i sigilli, e ancora un goal nella finale contro il Leeds United, è il goal del definitivo 2 a 0. Ancora una volta la Coppa più prestigiosa del vecchio continente prende la direzione della Baviera. Il successo dà il diritto a disputare la Coppa dei Campioni della stagione seguente nonostante il risultato mediocre in campionato, non sarà un dettaglio. Gerd Muller Coppa Campioni

1975/76, il campionato dei bavaresi è migliore di quello precedente, Muller ricade nell’antico vizio di mettere insieme più reti che presenze, 23 in 22 incontri ma la squadra si ferma al terzo posto. E’ oltre i confini nazionali che si scrive la storia, ancora una volta la squadra è protagonista in Coppa dei Campioni. Muller questa volta non si laurea capocannoniere, si ferma a 5 reti, una sola dalla vetta, e non decide la finale, ci pensa il compagno di squadra Roth a decidere la sfida contro i francesi del Saint-Etienne. E’ la terza Coppa dei Campioni consecutiva per i tedeschi, la terza della loro storia.
I trionfi dei bavaresi si sono esauriti, arriva la Coppa Intercontinentale contro i brasiliani del Cruzeiro, Muller sigla la prima rete nel 2 a 0 dell’andata, lo 0 a 0 in Brasile vale il titolo. E’ l’ultimo trofeo di squadra per Muller. “Non ci possiamo lamentare, vero Gerd?!”
Si toglierà lo sfizio di vincere ancora una classifica dei cannonieri in Coppa dei Campioni, è la quarta volta.
Un altro titolo di capocannoniere in Bundesliga, 1976/77, con 28 centri, ed è la settima volta. Nelle coppe nazionali ha dei numeri imbarazzanti, 67 presenza bagnate da 90, novanta, reti. Nel 1979 saluta i Bayern dopo 569 reti in 611 partite ufficiali.
E’ il bomber per definizione, punto.
Va a deliziare la platea a stelle e strisce, tre stagionia Ft. Lauderdale, Florida, i goal non mancano e non sono pochi, ma il meglio Gerd l’ha dato, 40 goal in 80 presenze rovinano le sue medie, ma è solo statistica.

Gerhard, Gerd, Muller è Il Bomber, punto. Sports

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4 Campionati tedeschi vinti con la maglia del Bayern.
4 coppe nazionali.
3 Coppe Campioni.
1 Coppa delle Coppe.
1 Coppa Intercontinentale.
1 Coppa del Mondo con la nazionale tedesca.
1 Campionato Europeo.
7 volte capocannoniere della Bundesliga.
4 volte capocannoniere della Coppa dei Campioni.
2 volte Scarpa d’Oro.
1 volta capocannoniere della Coppa delle Coppe
Capocannoniere del Mondiale 1970
Capocannoniere del Europeo 1972
Pallone d’Oro 1970
Con 365 reti miglior marcatore nella storia della Bundsliga.
Con 68 reti in 62 incontri secondo marcatore di sempre con la maglia della nazionale.
Questo è Gerd, l’uomo che ha demolito la sua immagine tozza con i numeri.

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