Andranik Teymourian, uno ogni cento

Teymourian e MessiIn Iran, o meglio, nella Repubblica Islamica dell’Iran è difficile ma non impossibile trovare ragazzi cristiani, sono infatti meno del due percento della popolazione totale.
Con un po’ di fortuna si possono anche trovare ragazzi di origine armena, è difficile ma non impossibile, sono infatti meno dell’uno percento della popolazione totale.
In Iran è però praticamente impossibile che un ragazzo cristiano e di etnia armena riesca a diventare un calciatore professionista.
O forse no.

Andranik Teymourian tutte le domeniche mattina va a messa, in una repubblica islamica che vede al suo vertice un ayatollah è un fatto inusuale ma che non gli ha mai creato problemi, per sua stessa ammissione.
Mica come quella mattina d’estate del 2006 in Germania, “Keine kirche”, niente chiesa. Sembra uno scherzo, Teymourian prova a spiegarsi, deve solo pregare, ma la polizia tedesca è maledettamente seria, in chiesa non può andarci e lo mette in stato di fermo.
La storia si risolve in fretta, Andranik deve allenarsi insieme ai suoi compagni,perché anche i Mondiali sono una faccenda maledettamente seria.

Andranik Teymourian28 anni dopo Eskandarian un altro cristiano rappresenta l’Iran ai Mondiali, e anche lui di nome fa Andranik. Sarà presente anche nel 2014 in Brasile.
Prima a fronteggiare Cristiano Ronaldo, in Germania, poi contro Leo Messi, in Brasile appunto, non va benissimo a dir la verità, nel mezzo otto anni, tante presenze, talento, il segno della croce ogni volta che esce dal campo ed anche la fascia di capitano.
E’ il 18 maggio 2014, nell’amichevole contro la Bielorussia Teymourian è il primo calciatore cristiano a portare al braccio la fascia di capitano della nazionale iraniana.
Niente di straordinario per Ando, che vive senza enfasi la sua situazione di uno ogni cento.
Pallonate ai soliti clichè: i rapporti con i compagni sono ottimi, ed è l’idolo dei tifosi, i compagni ed i tifosi di Andranik sono ovviamente musulmani, in Iran lo sono quasi tutti.
Dovrebbe essere un problema?!
I tifosi lo applaudono quando esce dal campo, e lui li ringrazia facendosi il segno della croce.
Che c’è di strano?!

L’esperienza europea di Ando non è di quelle che lasciano il segno, quattro anni in Premier, poche presenze e soltanto due goal. Quindi il ritorno in Oriente, oggi gioca in patria, Esteghlal, una delle squadre di Teheran, dove è considerato più che una stella.
E proprio a Teheren si tiene una cerimonia di saluto prima della partenza per il Brasile, i Mondiali chiamano, e il bacio al Corano è una tradizione a cui non si può sfuggire, nemmeno per il cristiano Andranik.
Dovrebbe essere un problema?!
Al “keine kirche” di otto anni prima Ando risponde così, con un bacio sul Corano.
Che c’è di strano?!

Ando bacia il Corano

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