E’ vietato il gioco del calcio

“Non praticate il gioco del calcio! Quella è materia di eretici ed infedeli che vogliono deviare il vostro cammino virtuoso.
Voi dovete distinguervi dai peccatori e dai corrotti, dovete abbandonare il loro cammino e non imitarli in alcun modo.”

SomaliaE’ lo stralcio di una fatwa datata 2005 e promulgata dallo sceicco saudita Abdallah Al Najdj che di fatto vieta il gioco del calcio.
In buona parte del mondo arabo l’appello, ad eccezione di qualche suggestione, è sostanzialmente caduto nel vuoto.
In Somalia, dove le Corti Islamiche detengono il potere, la fatwa è invece stata presa alla lettera portando ulteriori tensioni in un Paese che già da molti anni non trova pace.
Per le polverose strade di Mogadiscio non si vedono bambini rincorrere un pallone, o qualcosa che vagamente gli somigli e gli stadi sono tristemente vuoti, il calcio in Somalia non si può giocare, e nemmeno guardare alla tv.

E’ l’estate del 2006, in Germania si giocano i Mondiali, tutto il mondo punta gli occhi sugli stadi tedeschi, tutto il mondo meno che la Somalia.
Le tv occidentali vengono oscurate, le connessioni internet considerate fuorilegge, cinema, locali e bar vengono sgomberati con la forza dai miliziani, i luoghi di incontro vengono sorvegliati e per non lasciare nulla al caso viene interrotta l’erogazione della corrente. Il calcio non esiste.
Mentre un quasi sconosciuto Fabio Grosso scrive il suo nome nella storia dei Mondiali segnando alla Germania nei tempi supplementari e spalancando all’Italia le porte della finale una giovane coppia in un cinema di Mogadiscio si rifiuta di abbandonare la sala, la partita è veramente avvincente e vogliono seguirla fino al triplice fischio dell’arbitro.
In risposta ricevono una sventagliata di colpi di mitra.
Le proteste per le strade del paese vengono soffocate con la forza.

Seppur nascosta sotto un tappeto di polvere, offesa da assurde imposizioni, la magia del calcio non abbandona la Somalia, si sposta solo un po’ più in là.
E’ nel minuscolo stato del Gibuti che la nazionale somala si allena e gioca, anche qui la situazione politica non è delle migliori, ma almeno il calcio esiste, e non viene vessato come sport degli infedeli.
E’ una nazionale di esuli, scovati in giro per il mondo, ragazzi che la Somalia spesso non l’hanno mai vista, o non la ricordano, perché costretti a scappare da piccolissimi insieme alle famiglie.

La loro partita le Ocean Stars l’hanno già vinta, in barba ai mediocri risultati ottenuti sui campi da gioco, la fatwa diceva di non praticare il gioco del calcio, dimenticando che il calcio non è solo un gioco, è molto di più.

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